©Allegra Battaglia

 

 

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IL CORRIERE DELLA SERA (7th April 2010, p. 18, E. Parola)

- Il « Pierrot lunaire » visto da Sylvano Bussotti

« Pierrot lunaire », basta la parola. E’ l’opera più famosa, più amata ed eseguita di Schönberg, modello formale dello Sprechgesang (una sorta di recitazione intonata) ma soprattutto manifesto dell'espressionismo musicale, vera e propria traduzione in note dell'omonima corrente pittorica. Ma il «Pierrot lunaire» in cartellone stasera al Dal Verme incuriosisce e attira gli amanti del repertorio novecentesco perché viene presentato in una versione scenica che porta una firma prestigiosa e fascinosa, quella di Sylvano Bussotti. Figura eclettica di poeta, attore e soprattutto musicista, allievo di Dallapiccola, sodale di Cathy Berberian, Boulez e John Cage, compositore richiesto dai maggiori teatri (sue opere sono state rappresentate alla Scala, alla Fenice, al Maggio Fiorentino e al Liceu di Barcellona), il settantenne fiorentino ha curato anche scene e costumi, guidando nella loro realizzazione le giovani maestranze dell' Accademia della Scala. Sul podio sale il nipponico Yoichi Sugiyama, mentre la parte vocale è affidata a Valentina Valente, interprete giovane ma già esperta e di riferimento a livello internazionale per il Novecento storico, e quella strumentale all'altrettanto giovane e altrettanto affermato «Mdi Ensemble», cui Bussotti dedica una sua opera eseguita stasera in prima assoluta, «Arlequin poupì». Il concerto è dedicato alla memoria del direttore elvetico Piergiorgio Bernasconi, recentemente scomparso.

TORINO SETTE – (march 2010, A. Malvano)

- In festa per Schumann

Omaggio dell’Unione Musicale per i 200 anni dalla nascita del compositore tedesco. L’Unione Musicale (domenica 28 marzo, Conservatorio, ore 16.30), con il soprano Valentina Valente e il pianista Erik Battaglia, dedica un appuntamento ai Lieder cantati da Mignon, l’enigmatica bimba descritta da Goethe nel «Wilhelm Meister»: versi che hanno stimolato non solo l’ispirazione di Schumann, ma anche quella di Zelter, Loewe, Schubert, Cajkovskji, Medtner, Battaglia, Wolf.

 

LE MONDE DE LA MUSIQUE (n. 322 – july-august 2007, Jacques Amblard)

 – P. Bartholomée : CD Ex Abrupto, CypresRecord

Le timbre aigu de Valentina Valente, notamment, est étrange et sublime, et se visse violemment dans le cœur de l’auditeur.

DIVERDI.COM (30th august 2007, Norberto Tauste)

 -  P. Bartholomée : CD Ex Abrupto, CypresRecord

Finalmente Le Rêve de Diotime recrea un tortuoso universo onírico intensificado por la sinuosidad vocal de la soprano Valentina Valente y el subido color del Ensemble Musiques Nouvelles bajo la batuta del propio Bartholomée.

 

SISTEMA MUSICA (April 2006, M. Luccisano)

- Suleika e lo specchio, ovvero l’amore e la caducità

Francoforte, autunno 1814. Il poeta sessantacinquenne incontra Marianne, terza moglie dell’attempato banchiere Willemer, neppure trentenne. Amore a prima vista per il vecchio Goethe, convinto che quella fiamma mai più dovesse riprendere ad ardere. Estate 1815: nasce quasi di getto il Buch Suleika, parte del Divano occidentale-orientale. Eros e messaggi cifrati, esotismo e sincretismo in questo capolavoro dell’ultimo Goethe. Oggetto affascinante di studio, idea per un nuovo progetto artistico per Valentina Valente ed Erik Battaglia.

Erik Battaglia, quando e come è nata l’idea di questo concerto-spettacolo?

“Sto per pubblicare “Gioia e dolore diventano canto”, un libro dedicato a mille Lieder su poesie di Goethe. Ho trovato un enorme materiale musicale sul Libro di Suleika, tra cui alcuni schizzi di Anton Webern per la quartina che dà il titolo al nostro spettacolo: “Lo specchio mi dice: son bella!”. Ho quindi composto delle variazioni per quartetto d’archi su quel bellissimo canone dodecafonico, come “raccordo” tra i veri Lieder. Mia moglie – Valentina Valente, ndr – ha svolto ricerche sul personaggio di Suleika in tutte le sue apparizioni letterarie dal Corano a Nietzsche, dai mistici persiani a Thomas Mann. Ne ha ricavato il testo da recitare sulle variazioni, e anche la giustificazione estetica di questo concerto”.

Con che spirito lei, Valentina Valente, affronta il duplice ruolo di cantante e di voce recitante?

La “Lulu” di Berg, di cui sono stata la prima interprete italiana in lingua tedesca, è stata un’impagabile scuola di alternanza tra declamazione e canto. In questo caso la sfida sarà rendere unitario il florilegio di testi così distanti tra loro, trovando in Suleika un aspetto anche drammaturgico, non solo liederistico”.

 

IL MUSICANTE – (Intervista di A. Romanelli, 2005)

Abbiamo incontrato la splendida cantante piemontese a Bari, dove ha ricoperto con successo il ruolo di Jenny Hill nell'opera di Kurt Weill - Bertolt Brecht "Ascesa e morte della città di Mahagonny". Una produzione che nel gennaio scorso ha debuttato al Teatro dell'Opera di Roma (spettacolo firmato da Daniele Abbado con la direzione musicale di Jonathan Webb) nell'originario allestimento del Vittorio Emanuele di Messina ed è poi passata per il Valli di Reggio Emilia e appunto il Piccinni di Bari, in coproduzione anche con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli.

Com'è nata la tua passione per la musica?
"La mia passione per la musica è nata quasi con me; nel senso che cantavo sin da piccolina, avendo come guida la nonna Amalia, diplomatasi al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Inizialmente ho studiato violino e poi mi sono dedicata al canto con Elio Battaglia e parallelamente ho completato l' Università."
Nel 1993 c'è stato il tuo debutto ufficiale. Un debutto folgorante e con un grandissimo direttore d'orchestra; ce ne vuoi parlare?
"Sì fu proprio un debutto straordinario per me. Alla Filarmonica di Berlino diretta da Claudio Abbado nel Boris Godunov di Mussorgsky. Il ruolo, quello di Xenia, la figlia di Boris. All'epoca ricordo vissi la cosa con un'incoscienza incredibile. Se mi capitasse oggi, lo confesso, sarei molto più consapevole e conseguentemente emozionata. Trovarmi poi di fronte ad un mito come Abbado, i Berliner e colleghi così illustri è stata un'esperienza unica e irripetibile."
Sei stata in assoluto la prima Lulu italiana. Come nasce la tua predilezione per Alban Berg e per questo ruolo così particolare e complesso?
"E' stata una passione quella per Berg maturata grazie alla frequentazione dei suoi Lieder. E poi la predilezione per il ruolo di Lulu è venuta di conseguenza; ho sempre trovato questo personaggio a me congeniale e poi l'ho potuto cantare già in diverse occasioni. Ciò che mi affascina in Lulu è la sua estrema complessità psicologica. Una donna al contempo affascinate e ributtante, sia per l'attitudine della voce - penso al timbro e alla tessitura - e quel <tono frigido di un angelo indolente> che Tilly Newes Wedekind adottava per recitare la parte di Lulu nei drammi del consorte, diventa in Berg la celestiale, denaturata vocalità del soprano di coloratura, simbolo della leggerezza con cui questa mitica creatura sa muoversi nell'opera; all'interno di quel fatale girotondo che vede in lei sia il centro sia la vittima."
Chi ti ha cercato per interpretare Lulu?
"Me lo ha proposto nel 1999 Jean Louis Grinda dell'Opera Royal de Wallonie di Liegi, che mi ha chiesto di debuttare il ruolo dopo il rifiuto di Natalie Dessay; mi ha messo a disposizione per un anno un coach a Bruxelles per lo studio dello spartito berghiano; l'iniziale predilezione per il ruolo, solo istintiva, è diventata poi una passione consapevole. E' stato un anno intenso di studio. Ho perfezionato la lingua tedesca. In circa tre ore di musica, Lulu è sul palcoscenico sempre e canta, tranne che per soli 20 minuti; tempo che di solito passa correndo nei sotterranei del teatro per riapparire trasformata in prostituta nell'ultima scena!"
Un ruolo che mette a dura prova il fisico, oltre la voce…
"Sì, è proprio indispensabile una preparazione atletica; ma pensandoci, lo studio del canto e della musica hanno davvero molto in comune con la disciplina sportiva: allenamento costante e rigoroso e capacità di scoprire i propri limiti, cercando di superarli. A Liegi è stato un grosso successo che mi ha schiuso nuove ed inconsuete strade."
Inconsuete?
"Inconsuete per una cantante italiana come me; a Berlino è normale che una stagione comprenda Traviata accanto a Lulu, al Viaggio a Reims, a The turn of the screw ("Il giro di vite" di Britten ndr) e il Lear di Reimann, una prima esecuzione mondiale, un musical, ecc. In Germania i cantanti devono saper cantare tutto o quasi. E voglio aggiungere: il pubblico e la stampa tedeschi sono abituati a giudicare seguendo criteri più moderni, basati sulla frequentazione diretta delle opere e non solo sulle incisioni discografiche. Lì la gente può andare a teatro assai spesso, pagando i biglietti ad un prezzo più accessibile e al contempo avendo una vasta scelta di titoli a disposizione."
Quanto tempo riesci a dedicare allo studio e a tenerti vocalmente in forma?
"Come ti dicevo un cantante è un po' come uno sportivo, che non può perdere neanche un giorno di allenamento. Allenamento dei muscoli, ma anche della memoria e dell'immaginazione. Così si può dire che studio sempre, anche quando, ogni sera, devo inventarmi delle storie nuove da raccontare a mia figlia."
 Valentina, c'è un ruolo operistico che vorresti interpretare a prescindere dal tuo tipo di voce?
"No. In genere quello che mi piace cantare è ciò che posso cantare, altrimenti vado a sentire chi mi piace a teatro. Ci sarebbe però, ora che ci penso, un'eccezione: mi piacerebbe cantare Winterreise di Schubert, ma con la voce di…Dietrich Fischer Dieskau!".

 

NEW YORK KURT WEILL FOUNDATION - News Letter, Vol. 23, n. 1 (2005, Stephen Hastings)

- K. Weill: Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny

Jenny and her friends were young and genuinely attractive: in this case (appropriately enough) Mediterranean beauty oozing sensuality. Jenny herself was played by Valentina Valente, the first Italian soprano to sing the role of Lulu in the original language. Her command of the German text was equally impressive on this occasion, her physique was ideal and her singing consistently musical and often touching.

 

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (2004, Ellen Kohlhaas)

 – A. Berg: Lulu

Valentina Valente betonte in stimmlicher Vielfalt zwischen feinem espressivo, metallischen Nadelspitzen und flirrender Koloratur das Schillernde, Ungreifbare der Titelfigur – ein schlüssiges Rollenprofil ohne vordergründiges Femme-fatale- Gehabe.

 

 

FRANKFURTER RUNDSCHAU (2004, Annette Becker)

 – A. Berg: Lulu

In der Titelrolle sang Valentina Valente nun in der ersten Wiederaufnahme als Gast. Kühl und fast automatenhaft zeichnete die allen Koloraturen gewachsene Italienerin Lulu als aufreizend vage Figur, die hauptsächlich das ist, was andere in ihr sehen.

 

 

FRANKFURTER NEUE PRESSE (2004, Rudolf Jöckle)

 – A. Berg: Lulu

Die junge Valentina Valente ist die neue Lulu, die erste Italienerin, die mit dieser Partie in deutscher Sprache internationalen Erfolg hatte. Eine schlanke, schöne Frau die, durch die bunten, „poppigen“ Bühnenbilder von Paul Steinberg, fast traumwandlerisch, alles tödlich berührend und unberührbar zugleich geht.

 

 

 FRITZ DAS MAGAZIN - BEWEGUNGSMELDER MUSIK (sept. 2004)

 A. Berg: Lulu

Allen voran überzeugen Terje Stensvold als unterwürfiger Dr.Schön und Valentina Valente als fleischgewordene Männerfantasie Lulu. Besonders ihr energiegeladenes Duett zeigt die Dramatik von Macht und Liebe.

 

WWW.MUNDOCLASICO.COM (02.06.2003, Paco Bocanegra)

 – Haendel: Giulio Cesare

Mención aparte precisa la italiana Valentina Valente, que encontró en el bello esmalte de su voz y la calidad de su melodismo una preciosa versión de la mejor aria del personaje, “Se pietà”.

 

 

CRESCENDO (febr./march 2003, Gaetan Goldstein)

  Entretien avec Pierre Bartholomée sur Œdipe sur la route

Je voulais absolument écrire pour Valentina Valente qui, à mes yeux, est Antigone. Elle a la voix, les yeux, elle est Antigone avec ce corp de garçon, elle est très belle et –je ne sais pas si vous l’avez vue dans Lulu- elle est une actrice formidable.

 

 

DIE WELT (14th march 2003, Stefan Keim)

 – Pierre Bartholomée: Oedipe sur la route

Valentina Valente findet als Antigone Tone, in denen das unterdruckte Leben dieser jungen Frau horbar wird, die Qual der Aufopferung.

 

 

THE WALL STREET JOURNAL EUROPE (14th  march 2003)

 – P. Bartholomée: Oedipe sur la route

Valentina Valente is a lovely Antigone.

 

 

LE SOIR (10th march 2003, Michel Debrock)

 – P. Bartholomée: Œdipe sur la route

Valentina Valente ne joue ni ne chante: elle est Antigone – rebelle, fragile, forte, violente et aimante - aussi loin et intensément que le théatre est la vie même.

 

 

LA LIBRE BELGIQUE (10th march 2003, M. Dumont-Mergeay)

 – P. Bartholomée: Œdipe sur la route

Valentina Valente – familière de la musique de Bartholomée - est bien la jeune Antigone, passionnée, fragile et impérieuse.

 

 

THE BULLETIN (13th march 2003, Marcel Croes)

 – P. Bartholomée: Oedipe sur la route

The female role excellently interpreted by Valentina Valente.

 

 

FORUM OPERA.COM (march 2003, Bruno Peeters)

 – P. Bartholomée: Oedipe sur la route

La fière Antigone de Valentina Valente est tragique autant que poétique, fille idéale d’une père tant aimé. D’une grande tension vocale, l’écriture de son rôle ne lui pose aucun problème, et elle l’interprète avec une douleur passionnée.

 

 

L’OPERA (october-november 2001, Alessandro Mormile)

 – A. Reimann: Lear   

Valentina Valente impersona splendidamente la parte di Cordelia, terza figlia del re, sfoggiando una voce svettante e penetrante.

 

 

STUTTGARTER NACHRICHTEN (july 2001)

 – A. Zemlinsky: Der Zwerg

Valentina Valente singt die Infantin mit höhensicherem, schlankem Sopran, und sie verfügt über die richtige Ausstrahlung für eine hübsche, verwöhnte, herzlos kokettierende Prinzessin.

 

 

LE SOIR (march 2001, Serge Martin)

 – L. Nono: Como una ola de fuerza y luz

Une éblouissante Valentina Valente q’on avait été la révélation du Lulu de l’ORW, qui dialogue avec une bande magnétique. Le miracle de cette interprétation est justement d’avoir su dépasser le stade de la prouesse technique pour s’engager dans une geste héroique qui a soulevé l’enthousiasme du publique.

 

LE VIF – L’EXPRESS (Bruxelles, Palais des Beaux Art, march 2001, M.D.)

- Epoustouflante Valentina Valente

LES CHOIX DE WEEKEND - CLASSIQUE

La soprano italienne Valentina Valente avait impressionné le public de l'Opéra royal de Wallonie, en 1999, avec une époustouflante prise de rôle dans " Lulu ", d'Alban Berg (photo). Dans le cadre du festival de musique contemporaine Ars Musica, elle chantera avec l'Orchestre philharmonique de Liège dans la magnifique pièce de Luigi Nono intitulée "Como una ola de fuerza y luz ". Dirigé par Patrick Davin, le programme propose aussi les " Formazioni " de Berio, ainsi que " Le Cercle de Rangda " du compositeur liégeois Claude Ledoux.

 

PIANO TIME (october 1999, Dario Miozzi)

 – Lieder di Strauss a Perugia

Abbiamo ammirato l’impeccabile lezione di tecnica e di stile del soprano Valentina Valente, squisita interprete sia di alcune raccolte dei Lieder cameristici (su tutti sceglieremmo i tre Ophelia-Lieder op.67 e i difficilissimi Brentano-Lieder op.68) sia dei sublimi Vier letzte Lieder con orchestra.

 

 

ORPHEUS (Berlin, december 1999, Bernd Hoppe)

 – A. Berg: Lulu

Valentina Valente, die sich intensiv auf diese Aufgabe vorbereitet hatte und sie grandios meisterte. Mit ihrem dunkelgetönten, sehr sinnlich timbrierten Sopran jonglierte sie virtuos zwischen vulgären diseusenton, coquetten Chansonstil, und betörend flierrenden Koloraturen in stratosphärischer Lage. Wunderbar ihre Kopftöne, faszinierend die oft der Salome ähnende Ausdruckskraft (so in der auseinandersetzung mit Alwa im II Akt) und überzeugend das Spektrum ihrer darstellerischen Möglichkeiten.

 

 

Le Concertographe - www.leconcertographe.com (Philippe Herlin)

 – A. Berg: Lulu  

Découvrir une nouvelle Lulu est toujours un immense plaisir, une révélation, une confirmation à elle toute seule que l’Opéra comme genre est bien vivant et révèle des personnalités d’exception tant le rôle se présent comme l’un des plus exigeants et fascinants de tout le répertoire. Meme si les difficultés tecniques du rôle demandent des qualités et un travail hors du commun, ce n’est pourtant pas uniquement une question de moyens (Natalie Dessay elle-meme a envisagé puis renoncé à tenir ce rôle). C’est aussi une capacité à incarner un tel personnage sur scène, à devenir cette créature fascinante et effrayante, fatale et repoussante, en somme à catalyser tous les sentiments dans leur forme la plus extreme. On est Lulu jusq’au bout des ongles ou on ne l’est pas. L’Opéra de Liège aura donc servi à cette démonstration : la jeune italienne Valentina Valente fait partie de ces rares chanteuses capables d’assurer le rôle de Lulu. Sa grande assurance vocale (articulation, musicalité) et son jeu de scène très crédible font de cette prise de rôle une grande réussite. Venue d’un répertoire des plus traditionnels (Giulietta des Capulet, Barberine des Noces, L’Amour de Orfée et Eurydice, Elvira de L’italienne à Alger), Valentina Valente réalise un pas essentiel et donne un grand coup d’accélérateur à sa carrière. Bravo!

 

    

OPERA INTERNATIONAL (Parigi, december 1999)

  A. Berg: Lulu

On attendait avec curiosité la Lulu de la jeune italienne Valentina Valente, connue d’abord dans le répertoire baroque et le bel canto. La performance vocale est remarquable, tant sur le plane de la langue que pour l’investissement des forces dans cet emploi très lourd et l’aptitude de la voix, à la brillante colorature, pour tenir jusqu’au bout sans effort les aigus si particuliers du rôle, jusqu’au cri poignant à la vue de son portrait déroulé par Alwa, à la dernière scène, en passant par le « O Freiheit ! » du II.

 

 

Presse Musicale Internationale (Lettre d’information N.18 – nov.1999, Philippe Thanh)

   A. Berg: Lulu

La distribution était dominée par la Lulu de Valentina Valente, une jeune chanteuse italienne qui s’est préparée une année durant à ce rôle exigeant. Le résultat d’une démarche artistique aussi rigoureuse est évidemment payant et devrait permettre à cette interprète de retrouver le rôle de Lulu sur d’autres scènes. En tous cas, on le lui souhaite. Avec un physique idéal de femme liane, à l’image des garçonnes des années trente, elle compose une Lulu ingénue – tout au moins d’une intransigeante franchise, comme l’a voulu le metteur en scène qui prend clairement son parti face à la société qui l’entoure et l’exploite. Vocalment, la chanteuse affronte cranement les écarts de tessiture du rôle et y apporte une troublante sensualité.

 

 

LE SOIR  (11 october 1999, Michel Debrocq)

   A. Berg: Lulu

La soprano italienne Valentina Valente assure sur la scène de l ‘ORW une prise de rôle étonnante: elle séduit – car elle est très belle – autant qu’elle déconcerte par sa façon tellement instinctive et imprévisible de réagir aux situations dans lesquelles elle se trouve. La voix est superbe.

                       

 

LA LIBRE BELGIQUE (11 october 1999, Stéphane Dado)

   A. Berg: Lulu

L’impalpable Lulu ( métaphysiquement parlant) superbement incarnée par la souplesse vocale et les suraigus aériens de Valentina Valente, celle-ci évite l’imagerie «Pop-corn Dirne» pour devenir la victime d’un machisme bourgeois qui la pousse malgré elle au crime.       

 

                                             

LA GAZETTE DE LIEGE (11 october 1999, Emile Rossion)

   A. Berg: Lulu

Valentina Valente – une Lulu à la vocalité triomphante. 

            

 

LE MATIN (14 october 1999, Serge Quoidbach)

   A. Berg: Lulu

Valentina Valente, ensorcelante Lulu, aux envolées vocales merveilluesement maitrisées.

 

 

PRESSE OCEAN (Nantes, october 1998)

 G. Menotti: Amelia al ballo, E. Wolf-Ferrari: Il segreto di Susanna

La soprano qui est belle à ravir, aussi charmante dans une tenue ébouriffante sortie tout droit de l’imagerie du cinéaste George Cukor qu’un robe modeste vraiment très stricte, chante merveilleusement. Douée aussi pour la comédie, elle joue constamment sur l’ambiguité du sentiment, le décalage entre le ton musical et le livret chez Menotti ; et sur l’émotion pure chez Wolf-Ferrari. Bref, Valentina Valente est magnifique.

 

 

EL PAYS (Bilbao, 10 september 1998, Marta Nieto)

- El Concurso Gayarre de canto desborda este ano su numero de participantes: El tenor José Carreras presidirá la entrega de premios el día 20.

La futura carrera profesional de los ganadores está prácticamente asegurada. "En las propias bases del concurso se establece el compromiso, por parte de empresas patrocinadoras, de dar salida a los que participan a través de recitales, ópera y demás. Ya tienen compromisos adquiridos. De otros años, recuerdo especialmente a la soprano ligera italiana Valentina Valente, que luego ha tenido una excelente trayectoria", dice José Ortega.

 

 

CORRIERE DELLA SERA (Milano, juin 1997, Paolo Tarallo)

- Tournée con il Quartetto Accardo (Teatro La Scala, Lingotto, Bergamo, Brescia, Bologna)

Tanta austerita' e' stata alleviata dall'atmosfera "trotesca" che ha contrassegnato la seconda parte schubertiana votata al Lied "Die Forelle" e dalla sua germogliazione cameristica: il "Forellen - Quintett". La chiara voce del soprano Valentina Valente, dall'encomiabile dizione, ha tratteggiato una trota tutta guizzi e spruzzi, grazie anche alla parte pianistica magistralmente cesellata da Michele Campanella.

 

 

GRENZ-ECHO (Aachen, march 1997, Sibylle Offergeld)

 – G. Puccini: Turandot

Anrührend, charismatisch und mit filigransarten Höhen gestaltete Valentina Valente ihre Rolle als uneingeschränkt liebende Sklavin.

 

 

CONCIERTO (Pamplona, 21 september 1996, J. Monreal)

Dos cosas fundamentales nos impactan de Valentina Valente : su voz lirica con cuerpo y su gusto interpretativo, tan personal. Su calidad vocal nos acerca a un mundo sonoro muy amplio en el que tienen cabida desde el clasicismo al romanticismo mas tardio. Se mueve muy bien en Verdi y su gran exigencia vocal, y es capaz de obsequiarnos con los “tres personajes en uno” que es la Violeta de “La traviata”. Puede pasar del canto mas ligero y desenfadado al dramatismo mas profundo, con una media voz aterciopelada y serena para los papeles mas sosegados. Acompana a su teatralidad en escena una figura esbelta de una elegancia innata que la dota de plenitud en el escenario. Esta elegancia envuelve sus interpretaciones en concierto y la voz, el personaje teatral y la intencion y emocion de la soprano corren parejos. Rossini, la opera francesa… no tienen secretos para ella. Su vida artistica aporta gusto y elegancia vocal a los escenarios.

 

 

EL PAYS (Madrid, 11 july 1993, Enrique Franco)

- Los Divos del siglo XXI

La Orquesta Sinfonica y Coro de Radiotelevision Espanola ha tenido una feliz idea, sin masfallo que realizarla en plena canicula: la de presentar a algunos grandes premios de los concursos internacionales de canto que se celebran en Espana: Bilbao, Francisco Vinas de Barcelona, Julian Gayarre de Pamplona y Alfredo Kraus. El Teatro Monumental se llenò la oche del viernes de un publico, mayoritariamente juvenil, que siguiò con interés y hasta un punto de pasiòn las actuaciones de quiete seràn divos del siglo XXI, por la orquesta y coro de la casa bajo la direcciòn de Odòn Alonso.

La italiana Valentina Valente, premio Gayarre, interpretó E Sussana non vien, de Mozart, con fino estilo y gran musicalidad, aunque luciera con mayores brillos en su aria de Capuletti e Montecchi, de Bellini, modelo del mejor belcantismo.

 

 

RECITAL DE LOS GANADORES 4° CONCURSO INTERNACIONAL J.GAYARRE ( june 1993, Javier Monreal)

La voz de Valentina Valente es de soprano lirica con timbre absolutamente dulce. Su repertorio se centra en el Lieder por una parte, y en la opera mas clasicista por otra – Mozart, Haydn…-, sin olvidar el primer belcantismo italiano. En definitiva, una voz que siempre acaricia el texto, que nunca grita los volumenes sonoros. El dominio de su voz le hace adelgazar el sonido en el agudo de modo muy bello, logrando un fraseo intimista que, para matizar la peculiar intencion mozartiana o la profundidad textual liederista, es fundamental. A la luminosidad latina que tiene por naturaleza se anade una educacion disciplinada que le permite abordar la cancion culta alemana sin problemas. La belleza en la tesitura media la hace muy adecuada para el sugerente mundo de la opera y del oratorio barrocos. A su voz hay que anadir su elegancia escenica, muy en la linea de las exigencias que hoy dia imponen los grandes realizadores de escena.

 

 

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